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Diversificare il portafoglio o concentrare il portafoglio?t

Diversificare il portafoglio o concentrare il portafoglio?

Questo è il dilemma

Se sei un investitore accorto ti sarai posto spesso la domanda se sia opportuno diversificare il portafoglio di investimento ed in quale misura.
Se poi per i tuoi investimenti ti sei rivolto ad un consulente o a un broker finanziario ti sarà certamente capitato di sentirti dire quanto sia opportuno diversificare il portafoglio per mitigare il rischio dell’investimento.
L’idea di diversificare il portafoglio per mitigare il rischio dell’investimento è, invero, ben radicata.
La posizione di Affari di Borsa è, tuttavia, difforme dal comune sentire e non è la sola. Ben più autorevoli investitori, come vedremo, la pensano diversamente.

Il concetto di diversificazione del proprio capitale in diversi settori/asset come metodo per mitigare il rischio dell’investimento è risalente nel tempo.
Ve n’è traccia persino nella Bibbia (Qoelet 11 1,2) e nel Talmud dove si legge:”E’ opportuno suddividere in tre parti il proprio capitale e investire una parte in beni immobili, una parte in affari e una parte in liquidità (nel caso in cui dovesse prospettarsi una profittevole operazione che richieda contante)”.
Pur nelle sue diverse declinazioni, il concetto di diversificare il portafoglio poggia sull’intuitiva evidenza che a fronte della possibilità del verificarsi di fattori negativi, non governabili né prevedibili risulta prudente non concentrare tutti i nostri averi in unico posto o “paniere”.
Il concetto è ben espresso nel noto proverbio anglosassone: ”Never put all your eggs in one basket”. E la ragione anche qui è piuttosto intuitiva: se il cesto cade tutte le uova si romperanno; collocate in ceste diverse, diminuiranno le possibilità di fare una vera e propria frittata.

Nell’ambito finanziario, l’esigenza di diversificare il portafoglio deriva dall’assunto che un investitore che mette tutti i sui risparmi in una società o in un’industria flirta con il disastro; se quella società o industria va a picco di pari passo andranno a picco i risparmi dell’investitore. Un esempio è dato dalla scandalo Enron. Molti impiegati furono incoraggiati a investire il loro intero patrimonio mobiliare in azioni della società; quando la società fallì nel 2002, tutti i risparmi dei dipendenti andarono in fumo in una notte.
Specialmente all’emergere di scandali del tipo di Enron, la diversificazione torna in auge e assurge a canone imprescindibile delle strategie di investimento. Corsi di finanza la insegnano come fosse un vangelo, dipingendo spesso l’investitore che non diversifica come mero un giocatore d’azzardo.

Pochi investitori, infatti, preferiscono concentrare il portafoglio in poche azioni. La stragrande maggioranza si rivolge a, o meglio viene consigliata a investire in fondi di investimento o ETF; vale a dire strumenti finanziari che incorporano centinaia di azioni e obbligazioni, che vengono vendute in sostanza come fossero una; offrendo così un ampio spettro di diversificazione all’investitore che, tuttavia, il più delle volte rimane all’oscuro dei titoli di cui è composto il fondo e che, quindi, ha effettivamente acquistato. Di più. Sempre più spesso l’investitore è portato a diversificare ulteriormente selezionando diversi fondi di investimento e/o ETF di diversi settori, che seguono diversi trend, che operano in diversi mercati.
L’idea che sta dietro questa strategia è che comunque vada il mercato, una porzione del mio portafoglio andrà sempre bene.
Ma è davvero cosi? Davvero diversificare il portafoglio costituisce la strategia migliore per gestire il proprio patrimonio? No, almeno secondo alcuni. Non tutti, infatti, ritengono che l’unico modo per ridurre il rischio di perdere tutte le uova sia di porle in diversi cesti, aumentando così i costi e le probabilità che un cesto cada. Alcuni ritengono più opportuno e prudente, concentrare le uova in un unico cestino, aumentando la cura nell’impacchettamento delle uova e nella custodia del cestino, sull’assunto che la diversificazione oltre a mitigare i rischi di investimento ne riduca anche il potenziale rendimento.
Andrew Carnegie era solito dire: "Put all your eggs in one basket and then watch the basket".
Anche in campo finanziario ci sono convinti fautori della opportunità di concentrare il portafoglio nei (pochi) titoli azionari ritenuti in assoluto i migliori.
Uno a caso? Warren Buffett, il saggio di Omaha, la cui posizione sul tema è resa dal suo noto aforisma; "wide diversification is only required when investors do not understand what they are doing".
In particolare, nella lettera agli azionisti della Berkshire Hathaway del 1993 Warren Buffett ha scritto che: "We (Charlie Munger and I (n.d.r)) believe that a policy of portfolio concentration may well decrease risk if it raises, as it should, both the intensity with which an investor thinks about a business and the comfort-level he must feel with its economic characteristics before buying into it. In stating this opinion, we define risk, using dictionary terms, as the possibility of loss or injury." "…if you are a know-something investor, able to understand business economics and to find five to ten sensibly-priced companies that possess important long-term competitive advantages, conventional diversification makes no sense for you. It is apt simply to hurt your results and increase your risk. I cannot understand why an investor of that sort elects to put money into a business that is his 20th favorite rather than simply adding that money to his top choices - the businesses he understands best and that present the least risk, along with the greatest profit “potential".

Il team di Affari di Borsa ha fatto buon governo dei suggerimenti di Warren Buffett. Affari di Borsa seleziona le società attraverso il Sieve System ed investe esclusivamente nei titoli risultati migliori, dopo una scrupolosa analisi quantitativa dei dati finanziari e qualitativa del business e del management.
Il team di Affari di Borsa è convinto che focalizzare la propria attenzione e il proprio limitato tempo sui soli pochi titoli ritenuti i migliori dopo un’accurata analisi permette all’accorto investitore di raggiungere una maggiore e profonda conoscenza della società e del sotteso business, consentendogli di acquisire nel contempo un vantaggio competitivo rispetto agli altri investitori.
E’ bene, infatti, ricordare sempre che laddove si negozia un titolo ad un venditore corrisponde sempre un acquirente; e il vero affare nella transazione lo fa sempre e solo uno dei due.
Concentrare il portafoglio aumenta, e di molto, le possibilità all’investitore di operare correttamente e di trovarsi nel lato giusto della transazione.

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