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Internal dealing: uno strumento utile per l’investimento

Internal dealing: uno strumento utile per l’investimento


 
 
 
 
Cosa sono gli Internal dealing

Per Internal Dealing si intendono gli acquisti e le vendite di azioni di società quotate da parte dei propri amministratori, sindaci e top manager.
In ragione del ruolo strategico che tali soggetti rivestono all’interno della società è evidente che le loro operazioni di acquisto/vendita del titolo (internal dealing) assumono un particolare valore per il mercato.

Per Internal Dealing si intendono gli acquisti e le vendite di azioni di società quotate da parte dei propri amministratori, sindaci e top manager.

In linea di massima le operazioni di acquisto di titoli della società da parte dei propri top manager rappresentano un segnale molto interessante per l’investitore a cui il team di Affari di Borsa presta particolare attenzione.

Gli amministratori delle società dispongono, infatti, d’informazioni privilegiate sulla società, sull’andamento del business e sulle sue prospettive, che sono precluse agli azionisti ed investitori.

Per questa ragione le legislazioni dei vari paesi obbligano gli amministratori e i top manager a comunicare qualsiasi operazione di acquisto/vendita compiuta sui titoli della propria società.


 
 
 
 
Dove si trovano gli Internal dealing

Per quanto riguarda in particolare l’Italia esiste una sezione del sito ufficiale di Borsa Italiana che elenca ogni operazione effettuata dagli amministratori: http://www.borsaitaliana.it/azioni/documenti/internaldealing/internaldealingswitch.htm.

Per quanto riguarda la borsa americana la SEC (Securities and Exchange Commission), ovvero il corrispettivo della nostra CONSOB, in maniera analoga richiede la pubblicazione e rende disponibili tutte le operazioni di internal dealing (SEC Info Insider Trading Reports).

In un apposito articolo il team di Affari di Borsa ha indicato dove andare a reperire le informazioni utili per l’investitore inclusi gli acquisti di azioni degli amministratori per le diverse aree geografiche.


 
 
 
 
Perché gli internal dealing sono strumento utile per l’investitore

Ma arriviamo al dunque: l’analisi degli internal dealing costituisce uno strumento utile per l’investitore?

La risposta di Affari di Borsa è un convinto sì e il modo in cui l’investitore può trarne il massimo beneficio è uno dei tanti argomenti che vengono trattati nei nostri corsi di investimento.

Esiste solo un motivo per cui si acquista un titolo: perché si pensa che il prezzo salirà e l’acquirente realizzerà una plusvalenza.

Esistono vari studi statistici fatti negli Stati Uniti che confermano l’andamento positivo di azioni dopo importanti Internal dealing: la ricerca accademica ha dimostrato che le imprese con significativi acquisti di azioni da parte degli amministratori tendono a sovraperformare gli indici di mercato.

Gli amministratori sono le persone che hanno più informazioni sulla società che amministrano e sul quadro competitivo in cui opera.
Conoscono molto bene i propri prodotti e quelli della concorrenza e quindi i loro internal dealing vanno studiati con particolare attenzione.
Bisogna però avere molta cautela e non generalizzare.

Non esiste necessariamente una corrispondenza tra le buone prospettive di una azienda, l’acquisto del titolo da parte di un insider e una chiara opportunità d’investimento per il potenziale investitore.
Invero il titolo potrebbe essere sopravvalutato dal mercato, nel senso che il prezzo a cui il titolo può essere acquistato sul mercato è superiore al suo valore intrinseco ovvero l’insider potrebbe essersi sbagliato nella propria valutazione d’investimento.

Il fatto che l’insider sia un top manager della società non implica necessariamente che sia un buon investitore.

Proprio in virtù del suo ruolo potrebbe focalizzarsi troppo sulle prospettive societarie, e trascurare la sopravvalutazione del titolo.
Potrebbe anche darsi che le sue aree di competenza, ad esempio marketing o human resources, prescindano da un expertise in ambito finanziario.
Di guisa che il suo internal dealing può tradursi per l’investitore poco accorto in un segnale positivo di acquisto molto pericoloso.

Il punto è quindi quello di prendere molto seriamente questa informazione, ma essere -al tempo stesso- in grado di poter valutare il quadro complessivo dell’azienda.

È poi opportuno valutare l’importo dell’acquisto di azioni dell’amministratori in relazione al reddito/patrimonio dell’acquirente e verificare se più di un top manager abbia acquistato il titolo.

Poniamo il caso che un CEO di una società con un reddito di qualche milione di euro acquisti titoli per un importo pari a 10 mila euro; ovviamente questo acquisto non sarà rilevante per il suo patrimonio e l’investitore accorto non valuterà evidentemente con interesse questo internal dealing.

Se invece gli internal dealing si riferiscono a più top manager e sono d’importi significativi è chiaro che l’informazione assume maggiore rilevanza per l’investitore, risultando più improbabile che tutti i top manager mettano a repentaglio parte del proprio patrimonio interpretando non correttamente le informazioni societarie di cui dispongono.

Non va trascurata, poi, l’ipotesi in cui un CEO in difficoltà nella gestione della società, il cui titolo è penalizzato dal mercato, possa decidere di acquistare poche azioni della propria società al solo scopo di dare un segnale positivo al mercato e non perché convinto che il titolo costituisca un’effettiva opportunità d’investimento. Anche in questo caso l’internal dealing si potrebbe tradurre in un falso segnale positivo.

Il Sieve System di Affari di Borsa utilizza le informazioni relative all’acquisto di azioni da parte degli amministratori a supporto di tanti altri fattori nella scelta dei propri investimenti.

I ripetuti acquisti per importi rilevanti del CEO, doppiati da altri acquisti di ulteriori insider, rappresentano sicuramente un segnale importante per le prospettive del titolo.

Ma come vanno, invece, considerate le vendite dei titoli da parte degli amministratori? Bisogna allarmarsi quando uno o più top manager vendono titoli della propria società?

La risposta di Affari di Borsa è: dipende.

Di solito si vendono titoli per vari motivi:

  • perché si pensa che il titolo possa essere sopravvalutato rispetto alle prospettive del business;
  • perché si vuole diversificare il proprio investimento (molto spesso una buona parte dei bonus dei top manager sono in azioni o opzioni della stessa società e quindi una quota rilevante del reddito/patrimonio dei top manager è concentrato su una singola azione);
  • per esigenze di vita: perché si vuole comprare casa o mandare i figli all’università, etc.

Se le vendite del titolo sono limitate nel loro ammontare e sono fatte da un unico manager è plausibile che si ricada in una delle ultime due ipotesi, diciamo fisiologiche.

Laddove, invece, l’internal dealing riguardi vendite significative di più insider, la circostanza deve richiamare la massima attenzione dell’investitore, potendo segnalare la sussistenza di una patologia della società.

Sia, comunque, chiaro che sarebbe riduttivo basare le scelte d’investimento esclusivamente sugli internal delaing dei top manager.

Il messaggio di fondo di Affari di Borsa è il seguente: gli internal dealing degli amministratori sono un elemento importante nella analisi di un titolo.

Tuttavia, è opportuno per l’investitore accorto non basare mai una decisione d’investimento esclusivamente su informazioni relative agli acquisti di azioni degli amministratori: prese da sole, gli internal dealing non sono sufficienti a supportare un’appropriata decisione d’investimento potendo essere fuorvianti.

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