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Il rapporto Prezzo/Utili (Price Earnings):  5 cose da sapere sul principale ratio per valutare una società

Il rapporto Prezzo/Utili (Price Earnings): 5 cose da sapere sul principale ratio per valutare una società

Il rapporto Prezzo/Utili, anche detto Price Earnings ratio (P/E), è un importante indicatore del valore di una società ma con dei limiti


 
 
 
 
Cosa è rapporto Prezzo/Utili?

Il rapporto Prezzo/Utili è il rapporto tra il prezzo dell’ azione di una società e l’utile per azione (EPS) ad essa associato.

Il rapporto Prezzo/Utili, ovvero il Price Earnings Ratio (P/E), è uno dei ratio finanziari più usati per misurare il valore di una società.

Il rapporto P/E indica il prezzo da pagare per unità degli utili attuali e in un certo senso mostra le aspettative che il mercato ripone sulla società.

Inoltre, se la società non cresce e l’attuale livello di utili rimane costante, il rapporto prezzo/utili è in grado di indicare il numero di anni che la società impiegherà per rimborsare all’investitore l’importo pagato per ciascuna azione.


 
 
 
 
Come calcolare il rapporto Prezzo/Utili?

Per calcolare il rapporto Prezzo/Utili di un’azione si divide la capitalizzazione di una società  per i suoi utili del periodo.

P/E = Capitalizzazione/Utili

Formula: rapporto Prezzo/Utili

Un ulteriore metodo per calcolare il Price Earnings ratio consiste nel dividere il prezzo corrente per l’utile per azione (EPS).

P/E = Prezzo azione/Utile per azione

Formula: rapporto Prezzo/Utili

L’utile per azione, o earnings per share (EPS) si calcola prendendo gli utili degli ultimi dodici mesi e dividendoli per la media ponderata delle azioni in circolazione.


 
 
 
 
Perché usare il rapporto Prezzo/Utili?

Gli investitori desiderano acquistare società finanziariamente solide che offrano un buon ritorno sull’investimento (ROI).

Desiderano, altresì, acquistare un’azione ad un prezzo ragionevole.

Tra i tanti ratio finanziari, il P/E è parte integrante del processo di selezione delle azioni, perché aiuta a capire se il prezzo che si sta pagando sia equo.

Il Price Earnings ratio è uno dei tanti indicatori utilizzati dal Sieve System di Affari di Borsa per la valutazione delle società, quali potenziali obiettivi di investimento

L’utilità del rapporto P/E è quella di standardizzare azioni di diversi prezzi e livelli di guadagno e facilitarne la comparazione

Il rapporto Prezzo/Utili consente di comparare società che operano nel medesimo settore, indipendentemente dalle variazioni dei prezzi delle azioni.

Inoltre, il rapporto Prezzo/Utili è veloce e facile da usare e consente di verificare in maniera intuitiva quale società sia più conveniente.

Se l’azione A viene scambiata a $ 30 e l’azione B a $ 20, l’azione A non è necessariamente più costosa.

Il Price Earnings ratio può aiutarci a determinare, dal punto di vista della valutazione, quale delle due azioni sia effettivamente più economica.

 


 
 
 
 
Esempio di calcolo di Prezzo/Utili

Se l’azione A viene scambiata a $ 30 e l’azione B a $ 20, l’azione A non è necessariamente più costosa.

Il rapporto P/E può aiutarci a determinare, dal punto di vista della valutazione, quale delle due azioni sia effettivamente più conveniente.

Se il P/E medio del settore è 15, l’azione A ha un Price Earnings ratio= 15 e l’azione B ha un P/E = 30, l’azione A è più economica nonostante abbia un prezzo assoluto più alto dell’azione B perché paghi meno per ogni $ 1 degli utili correnti.

Tuttavia, l’azione B ha un rapporto più elevato sia del suo concorrente che del settore. Ciò potrebbe significare che gli investitori si aspetteranno una maggiore crescita degli utili in futuro rispetto al mercato.

Il rapporto P / E è solo una delle tante misure di valutazione e strumenti di analisi finanziaria che utilizziamo per guidarci nella nostra decisione di investimento, e non dovrebbe essere l’unico.

Esempio di calcolo rapporto Prezzo / Utili


 
 
 
 
Cosa implica un rapporto Prezzo/Utili elevato?

Un’azione con un rapporto prezzo/utili alto implica che il titolo è sopravvalutato rispetto alla media del settore.

La sua quotazione di mercato risulta, in altre parole, superiore a quella della media del settore se rapportata ai rispettivi utili conseguiti nel periodo.

Gli investitori sono disposti a pagare un prezzo superiore per acquistare il titolo in quanto si aspettano che la società in futuro riporterà utili ancora maggiori, tali da giustificare l’attuale sopravvalutazione.

Le aziende con un rapporto prezzo/utili elevato sono spesso considerate growth stock.

Lo svantaggio dei titoli che hanno un rapporto P/E elevato risiede nella loro maggiore volatilità e sensibilità ad improvvise decelerazioni nella crescita che si riflettono in repentini ritracciamenti del prezzo dell’azione.

Per questo motivo, investire in growth stock può risultare particolarmente rischioso.

 


 
 
 
 
Cosa implica un rapporto Prezzo/Utili basso?

Le società che hanno un P/E basso, vale a dire inferiore al livello medio del settore, sono tendenzialmente sottovalutate.

Le società con un rapporto prezzo/utili basso sono considerate value stock.

Sono così chiamate in quanto il prezzo delle azioni non riflette interamente i fondamentali della società.

Le società sottovalutate possono rappresentare un buona opportunità di investimento, in quanto il mercato tende nel lungo periodo a prezzare correttamente le azioni.

Il mispricing sarà nel tempo corretto dal mercato con conseguente apprezzamento del titolo e profitto per l’investitore.

A volte, però, un P/E basso può essere il riflesso del sentimento del mercato che non crede nelle prospettive della società ovvero indicatore che il business societario si stia deteriorando.

Può accadere , infatti, che l’azione presenti un P/E basso a ragione, nel senso che il business presenti delle criticità; in tal caso si parla in gergo di value trap; vale a dire di azione che appare sottovalutata laddove invece riflette correttamente la propria situazione economica finanziaria di prospettiva.

Contraendosi gli utili futuri, l’azione che appare oggi sottovalutata e, quindi, attrattiva per l’investitore risulterà un domani ampiamente sopravvalutata, con buona pace del risparmio dell’investitore.

Da qui il termine value trap.

 


 
 
 
 
Quali sono i limiti del rapporto Prezzo/Utili?

Il rapporto prezzo/utili valuta la società sulla base degli utili conseguiti a fine esercizio.

Ciò comporta che il valore del Price Earnings ratio potrebbe non essere aggiornato al momento della valutazione, tanto più che il prezzo delle azioni è in costante movimento.

Gli analisti tentano di ovviare al problema utilizzando il Trailing Price Earnings Ratio, che considera al denominatore la somma degli utili dei quattro trimestri più recenti anziché gli utili di chiusura dell’esercizio di bilancio.

Inoltre, il rapporto prezzo/utili non tiene conto del livello di indebitamento della società rendendo inappropriata la comparazione tra due società con una leva finanziaria diversa.

Gli analisti ovviano al problema utilizzando come metrica l’EV/NI, vale dire l’Enteprise Value/Net income. L’Enterprise Value non è altro che la capitalizzazione accresciuta dai debiti finanziari della società.

Infine, il rapporto prezzo/utili utilizza come parametro gli utili netti del periodo che possono essere impattati da profitti straordinari che in quanto non ripetibili alterano una corretta valutazione prospettica del valore societario.

Per ovviare al problema si può utilizzare al denominatore l’Ebit, vale a dire il Risultato operativo prima degli interessi e le tasse, che non tiene conto del profitto da eventi non ricorrenti

La metrica più appropriata per valutare le società è il trailing Enterprise Value/Ebit.

Tale metrica consente di comparare società con diversa leva debitoria nettando gli eventuali impatti distorsivi di profitti non ricorrenti.

Il Trailing Enterpirse Value/Ebit è uno dei principali ratio utilizzati dal Sieve System di Affari di Borsa per valutare le società.

 


 
 
 
 
Cosa è il Trailing Price Earnings ratio?

Il Trailing Price Earnings rapporta il prezzo dell’azione agli utili per azione degli ultimi quatto trimestri.

Si fa ricorso al Trailing Price Earnings per avere una valutazione più aggiornata della società.

Invero, la formula classica utilizza al denominatore gli utili riportati dalla società alla chiusura dell’esercizio di bilancio.

Quando ci si trova in una fase avanzata dell’esercizio successivo basare la valutazione sui risultati di chiusura dell’esercizio precedente può avere poco senso in quanto questi dati possono essere superati e non riflettere l’evoluzione più recente del business.

Da qui l’utilizzo del trailing Price Earnings che assicura un risultato più aggiornato e maggiormente allineato al corrente andamento societario.

 


 
 
 
 
Come calcolare il Trailing Price Earninngs?

Il Trailing Price Earnings si calcola dividendo la capitalizzazione per la somma degli utili conseguiti dalla società negli ultimi 4 trimestri.

Trailing P/E = Capitalizzazione/Utili (ultimi 4 trimestri)

Formula: Trailing Price Earnings Ratio

 


 
 
 
 
Cosa è il Forward Price Earnings?

Il Forward Price Earnings rapporta il prezzo dell’azione con gli utili per azioni attesi.

Nella sua versione originale il rapporto Prezzo/Utili si basa sugli utili conseguiti dalla società alla chiusura dell’esercizio precedente.

Il P/E non è in grado, quindi, di fornire un’appropriata valutazione della società in chiave prospettica.

Gli analisti ricorrono spesso al Forward Price Earnings ratio, che utilizza al denominatore, al posto degli utili conseguiti, gli utili attesi; vale a dire gli utili che il mercato ritiene la società conseguirà in futuro.

 


 
 
 
 
Come calcolare il Forward Price Earnings?

Per calcolare il Forward Price Earnings si divide la capitalizzazione per gli utili attesi

P/E = Capitalizzazione/Utili attesi

Formula: rapporto Prezzo/Utili prospettico

 

Per quanto il rapporto Prezzo/Utili sia un importante indicatore del valore di una società utilizzato da solo non ha molta attendibilità e valenza.

Sicuramente più affidabile risulta l’ EV/Ebit ratio, il cui utilizzo deve tuttavia essere associato ad altri indicatori, quali DSO, DPO, DSI, CCC, ROI, Current Ratio, Sloan Ratio, M-Score, Z-score per poter fornire all’investitore utili informazioni iniziali.

L’investitore sarà, così, in grado di poter concentrare le proprie ricerche sulle società potenzialmente più interessanti e meritevoli di una più accurata analisi selezionando azioni in grado di battere gli indici come quelle individuate da Affari di Borsa.

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